LA BIOMECCANICA DEL PIEDE
E CORRELAZIONE CON LA POSTURA

LA BIOMECCANICA DEL PIEDE E CORRELAZIONE CON LA POSTURA

1/2 BIOMECCANICA DEL PIEDE

Approfondimento a cura di: Giuseppe Lucattelli

IL SISTEMA TONICO POSTURALE

Il piede rappresenta l’unico segmento del corpo umano che è in stretta continuità con il mondo che ci circonda. Rappresenta il punto fisso al suolo su cui grava l’intero peso del corpo. Esso si trova alla base del sistema di controllo antigravitario, il SISTEMA TONICO POSTURALE, che consente all’uomo di assumere lapostura eretta e di spostarsi nello spazio.

Che cos’è questo Sistema Tonico Posturale e da cosa è costituito?
Dobbiamo immaginare il Sistema Tonico Posturale come un circuito composto da:

1. RECETTORI posti all’interno dei piedi e capaci di captare le tante informazioni che giungono dal mondo esterno. Si tratta di esterocettori e propriocettori;

2. IL SISTEMA DEI NERVI PERIFERICI un circuito di fili elettrici, che convogliono queste informazioni al nostro cervello e poi portano gli ordini elaborati verso la periferia;

3. IL CERVELLO che come un computer elabora queste informazioni bidirezionalmente ricevendo stimoli che trasforma poi in ordini da convogliare ad altre parti del corpo;

4. I MUSCOLI di tutto il corpo ed in particolare dei piedi che sono l’ultimo anello di questa catena.

Il piede quindi è sia un ricettore ossia riceve delle informazioni provenienti dagli esterocettori cutanei presenti sulla sua pianta e dai propriocettori presenti nei suoi muscoli, fasce, tendini e articolazioni ma è al contempo anche un effettore in grado di eseguire i comandi che gli sono stati impartiti (risposta motoria). Questo lo fa attraverso i propri muscoli ma anche con altri muscoli del corpo umano che sono concatenati a formare le CATENE MUSCOLARI.

Gli esterocettori cutanei del piede sono ad alta sensibilità, è sufficiente una leggerissima pressione del piede al suolo (0.3 g) per ottenere una loro risposta.
Essi rappresentano l’interfaccia costante tra l’ambiente esterno e il sistema tonico posturale. Essendo tutte le altri parti del corpo a contatto con l’aria, possiamo affermare che le informazioni plantari, derivanti direttamente dal contatto col suolo, sono le più importanti.

Il piede, nel corso dell’evoluzione, per le esigenze sorte nell’assunzione della stazione eretta e della deambulazione bipodale, risulta essere un diaframma atto ad assorbire e smistare le forze esterne (ambientali) e interne (muscolari), relativamente agli infiniti piani dello spazio.

Capite bene che, in un circuito così perfetto, ogni elemento deve funzionare alla perfezione poiché qualsiasi elemento presenti un “malfunzionamento“ manda in tilt tutto il sistema.

ANATOMIA DEL PIEDE

La struttura del piede è un capolavoro unico di architettura, o meglio di biomeccanica, con le sue 26 ossa, 33 articolazioni e 20 muscoli. Funzionalmente e strutturalmente, è possibile suddividere il piede in:

1. RETROPIEDE formato da astragalo (talus) e calcagno, “dispositivo centrale” del controllo biomeccanico della gravità;

2. MESOPIEDE formato da scafoide (navicolare), cuboide, 3 cuneiformi (definiti anche tarso);

3. AVAMPIEDE composto da 5 raggi metatarsali (metatarso) e le falangi delle 5 dita che fungono da “adattatore e reattore”.

BIOMECCANICA DEL PIEDE

Il piede nel suo ruolo di “base antigravitaria”, in un primo tempo prende contatto con la superficie di appoggio adattandosi ad essa mediante un suo rilasciamento. Successivamente, progressivamente, si irrigidisce, divenendo una leva per “respingere” la superficie stessa.

Si comporta quindi con lo stesso meccanismo che in ingegneria meccanica viene definito: “elica a passo variabile”.
Retropiede, mesopiede e avampiede si dispongono infatti in piani che si intersecano in modo variabile.

Normalmente, nella condizione ideale, il retropiede è disposto verticalmente e l’avampiede orizzontalmente (su una superficie di appoggio orizzontale).

Quando il piede è sotto carico, al suo interno si crea un movimento di torsione tra retropiede e avampiede, torsione che varia, attenuandosi nel rilassamento (il piede diviene una piattaforma modellabile) nel momento dell’appoggio al terreno e accentuandosi nell’irrigidimento (il piede diviene una leva) nell’istante in cui il piede spinge per iniziare un nuovo passo.

La disposizione ad arco della pianta del piede è in realtà solo apparente essendo espressione del grado di avvolgimento dell’elica podalica. Il piede quindi non è un arco rigido, fisso, stabile ma apparente poiché l’arco al suo interno si modifica, alzandosi durante l’avvolgimento e abbassandosi durante lo svolgimento dell’elica.

Questo meccanismo che abbiamo descritto si ripercuote ai segmenti scheletrici sovrastanti. Infatti la torsione, ovvero l’avvolgimento dell’elica podalica di cui parlavamo poc’anzi, è connessa alla rotazione esterna dei segmenti sovrapodalici (gamba e femore).

Il tramite è l’astragalo.

L’ASTRAGALO

L’astragalo (talus) è un osso che non ha alcun rapporto diretto con nessun muscolo (infatti non presenta inserzioni muscolari). Si muove a seguito delle forze trasmesse dalle ossa adiacenti.

L’Astragalo è così importante perché è osso sia del piede che della gamba.

È osso del piede, solidarizzato al calcagno e allo scafoide (navicolare) nelle rotazioni sul piano sagittale (flesso-estensione) ma al contempo è osso della gamba in quanto è solidarizzato con la tibia e il perone, tramite la pinza bimalleolare, nelle rotazioni dei segmenti sovrapodalici sul piano trasverso (intra-extrarotazioni).

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